Vi sono ancora notevoli resistenze al giorno d’oggi in Italia nel rivolgersi alle professioni che si occupano di salute mentale. Diversamente in altri stati, prima tra tutti l’Argentina, è divenuta una consuetudine per mantenere la propria “salute emotiva”;  riconoscendo che una persona che soffre emotivamente ha bisogno di un aiuto professionale “proprio come quando si ha dolore al ginocchio o un altro sintomo fisico.” La sofferenza psicologica è una condizione comune a molti adulti, vecchi e bambini. Solitamente nasce da un malessere interno, non sempre definibile con precisione, che rende le persone tristi, ansiose, preoccupate, prive di energie o a disagio nelle relazioni con gli altri. A volte le difficoltà emergono nel ruolo genitoriale, ci si disorienta di fronte al malessere del proprio figlio, adolescente o bambino che sia o nei rapporti con i familiari in generale. Il dolore psichico viene spesso celato con imbarazzo, i pensieri sembrano non essere compresi, a volte addirittura banalizzati, dalle persone che ci circondano, anche quelle che ci vogliono bene. Questo non significa che sia necessario rivolgersi ad uno Psicologo tutte le volte che ci sentiamo in ansia, tristi, arrabbiati o non compresi. A volte è sufficiente parlarne con un buon amico, aprire un buon dialogo con il partner o fare un po’ di sport. Una certa dose di sofferenza è uno stimolo per cambiare e migliorare alcuni aspetti della propria vita. Se però la sofferenza dura nel tempo, è troppo intensa o diventa cronica e rischia di compromettere alcuni ambiti della nostra vita, allora la richiesta di aiuto ad un professionista può essere una scelta difficile ma efficace per superare l’ empasse in cui ci si trova. Lo Psicologo, attraverso le sue competenze e conoscenze, aiuterà la persona a trovare nuove risorse, soluzioni, modalità di pensare e vedere le cose che le permetteranno di attrezzarsi per affrontare in modo diverso le difficoltà. Il percorso psicologico, oltre a mirare ad alleviare la sofferenza, è un importante occasione di crescita personale, aumenta la conoscenza e la consapevolezza di sé e quindi il benessere soggettivo percepito.